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Agriturismo in Italia

Italia



Editrice delle Alpi Torino - Agriturismo  - Italia

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LingottoFiere - Torino - Agriturismo  - Italia

 

Agriturismo in Italia. FOODeRELAX - il portale sugli agriturismi

Guida ai migliori Agriturismi in Italia, tutti gli Agriturismi sono suddivisi per regioni e provincie. Potrai trovare il tuo Agriturismo e contattarlo direttamente, scegliendolo tra quelli che hanno le caratteristiche che stai cercando. Food & Relax è il punto d'incontro tra gli Agriturismi e gli amanti del Turismo Verde, è la guida per l'Agriturismo in Italia.

 
elenco degli agriturismi
guida ai siti di agriturismo
 

L’AGRITURISMO

L’attività agrituristica è definita come un’attività di ricezione e ospitalità esercitata dagli imprenditori agricoli che utilizzano la propria azienda in rapporto di connessione e complementarietà rispetto all’attività agricola principale.
Le aziende agrituristiche sono perciò prima di tutto aziende agricole, ma gli agricoltori che vi si dedicano hanno sviluppato un'alta professionalita'. cascinali adattati ad agriturismo. L’apertura al pubblico è quindi un aspetto della loro attività. Bisogna dire che una forma equivalente di ospitalità in campagna, così com'e' regolato l’agriturismo in Italia, non si trova in nessun altro paese d'Europa.

A scegliere l'agriturismo - dicono le statistiche - sono soprattutto giovani con età tra i 18 e i 35 anni (55%), laureati (30%), con un lavoro d'ufficio (50%) e stranieri (25%), spinti dalla qualità ambientale ed enogastronomica (75%) che consente la visita di territori poco conosciuti e meno turistici e il consumo di piatti tipici preparati con cibi genuini.
Ma l’agriturismo è al giorno d’oggi anche la meta preferita scelta dalle famiglie di ogni ceto sociale ed età per trascorrere le loro vacanze: gli ospiti premiano l’impegno degli operatori con un aumento costante di presenze qualificate e sono tutti accomunati dal desiderio di riscoprire il contatto con la natura in un ambiente autentico e familiare, fatto di un’ospitalità semplice e diretta, dove ci si può rilassare per lasciarsi alle spalle lo stress quotidiano.

In pratica, una vacanza diversa, che vuole sganciarsi dai grandi percorsi consumistici, per riscoprire un mondo ricco di valori antichi eppure straordinariamente moderni: la “vera qualità della vita” che oggi è troppo spesso trascurata. Con l'agriturismo è possibile scoprire i prodotti alimentari ed i piatti tipici del luogo e soggiornare in un ambiente familiare che sa abbinare i comfort moderni con le tradizioni ed una cultura particolare così come sono le nostre mille agricolture. Il turista, che è considerato un ospite, può conoscere le tecniche di produzione e di lavorazione dei prodotti agricoli e l'ambiente naturale dell'azienda agricola e del territorio rurale e può fruire di particolari servizi quali le passeggiate guidate per lo studio della fauna e della flora locale. Le numerose aziende agrituristiche sono site in luoghi particolarmente belli, in collina, vicino al mare, nei pressi dei fiumi o alle pendici delle montagne.

Il turista potrà quindi scegliere la località preferita ed aggiungere al tranquillo e salutare soggiorno campestre escursioni nei centri d’arte o negli ambienti naturalistici. Durante il suo soggiorno potrà effettuare rigeneranti passeggiate o dedicarsi ad attività nella natura: equitazione, footing, mountain bike, pesca, nuoto, tennis, bocce o altro ancora. Infine i prodotti di un’enogastronomia casalinga e sicuramente genuina soddisferanno pienamente l’appetito che aria buona e movimento avranno stimolato nel nostro turista. L'agriturismo è un settore in fermento in tutta Italia. È un'attività che, particolarmente in questo momento sta ottenendo larghi consensi sia da parte degli operatori - che potenziano la loro attività d'impresa nell'ottica della multifunzionalità - sia dei consumatori. Inoltre, da studi e da indagini condotte in alcuni Paesi dell'U.E. e sulla base dell'esperienza diretta, è emerso che le donne hanno un’ attitudine particolare ad intraprendere e gestire le attività agrituristiche, riuscendo ad adattarsi velocemente alle nuove situazioni e a cogliere le nuove opportunità, capacità utilizzate in passato soprattutto nel contesto domestico.

Oggi le donne si vanno inserendo sempre più nell'economia formale ed in questo modo condizionano le scelte strategiche dell'azienda.
Da registrare anche l'aumentato interesse del mercato straniero verso gli agriturismi italiani, confermato anche dall'inserimento di alcune strutture di “turismo verde” nei cataloghi stranieri. Secondo un sondaggio di Japanitaly, portale in lingua giapponese che promuove l'Italia nel Sol Levante, l'agriturismo suscita sempre piu' interesse tra i turisti nipponici che scelgono di visitare il nostro Paese.
Infatti è in progressivo aumento il numero di aziende attrezzate per accogliere gli ospiti stranieri: in molti agriturismi si parla francese, tedesco, spagnolo. Ma ci sono anche aziende dove si parla il russo, il polacco e l'olandese, e in alcune persino il cinese.

OBIETTIVI SPECIFICI DELL’AGRITURISMO

Gli specifici obiettivi dell’agriturismo hanno carattere:

• economico: è importante integrare le rendite aziendali per migliorare le condizioni di vita degli agricoltori, in conformità agli scopi della politica agricola comune (PAC)agriturismo con cibo tipico

• socio-culturale: vanno attivati ed intensificati i rapporti tra campagna e città; sono da sviluppare nuove forme di turismo perchè non vada perduta l'identità culturale degli agricoltori ed i giovani possano conoscere ed apprezzare le proprie radici; sono da tutelare le tradizioni, valorizzando nel contempo i prodotti tipici enogastronomici e le capacità artigianali della più genuina forza-lavoro italiana
• occupazionale: la permanenza degli agricoltori sul territorio deve essere garantita, per evitare l'esodo dei più giovani e dare nuove possibilità di lavoro nei territori agricoli, utili anche a recuperare e mantenere il territorio
• ambientale: il territorio e l’ambiente devono essere salvaguardati con una loro migliore utilizzazione e manutenzione, conservando il paesaggio rurale e recuperando l’edilizia tipica dei vari luoghi.

NORMATIVE CHE REGOLANO L’AGRITURISMO

A tutela di questa apprezzata forma di turismo, già disciplinata dalla legge n. 730 del 5 dicembre 1985, è entrata in vigore il 31 marzo la legge 20 febbraio 2006, n. 96 sulla 'Disciplina dell'agriturismo'. Scopo della legge (G. U. n. 63 del 16 marzo 2006) è quello di dare sostegno all'agricoltura anche per mezzo della promozione di corrette forme di turismo nelle campagne, volte a tutelare, qualificare e valorizzare le risorse peculiari di ciascun territorio in sintonia "con gli indirizzi di politica agricola europea, con il piano agricolo nazionale e con i piani di sviluppo regionali".
Si vuole altresì favorire il mantenimento delle attività umane nelle aree rurali, la multifunzionalità in agricoltura e la differenziazione dei redditi agricoli, le iniziative volte a difendere il territorio e l'ambiente da parte degli imprenditori agricoli. Recuperare il patrimonio edilizio rurale, tutelando le particolarità del paesaggio. Si vogliono incentivare le produzioni tipiche e qualitative e le tradizioni eno-gastronomiche ad esse connesse; si vuole promuovere la cultura rurale, l'educazione alimentare e favorire lo sviluppo agricolo e forestale.
La legge quadro afferma che sono da considerare attività agrituristiche tutte le attività di ricezione e ospitalità esercitate dagli imprenditori agricoli di cui all'articolo 2135 del codice civile, anche in forma di società di capitali o di persone, oppure in associazione tra di loro, per mezzo dell'utilizzazione della propria azienda in connessione con le attività di coltivazione, di cura dei boschi e di allevamento degli animali.

DISPOSIZIONI REGIONALI
L'autorizzazione all'attività è rilasciata dal Comune. L'elenco delle aziende iscritte è a cura della Provincia. Gli operatori devono esporre al pubblico l'autorizzazione, il simbolo e la denominazione regionale dell'agriturismo.

Spetta alle Regioni:
• redigere il piano regionale di sviluppo agrituristico in conformità con quanto programmato dai preposti organi europei, nazionali e regionali, nel quale indicare gli obiettivi utili a valorizzare le potenzialità esistenti sul territorio
• stabilire criteri, limiti e obblighi amministrativi richiesti per svolgere l’attività agrituristica
• stabilire le procedure per ottenere l'autorizzazione all'esercizio dell'attività
• determinare i requisiti igienico-sanitari che devono possedere immobili ed attrezzature
• attuare politiche di sostegno e dare incentivi a quegli imprenditori agricoli che si vogliano dedicare a questo tipo di attività.

NORME CONTABILI ED AMMINISTRATIVE
Un operatore agrituristico, lo abbiamo già detto, è un agricoltore. Tuttavia la contabilità dell’agriturismo va separata rispetto alla restante attività agricola, ed occorre quindi utilizzare uno specifico registro dei corrispettivi giornalieri ed uno per le fatture emesse. Oltretutto l’attività agrituristica ha un regime IVA differenziato (aliquota pari al 10%). L’agricoltore deve denunciare al competente Ufficio IVA l’inizio attività agrituristica.
Una recente legge regionale obbliga gli operatori agrituristici all’esposizione al pubblico del menù. Inoltre gli esercizi agrituristici devono comunicare al Comune, ogni anno, le tariffe praticate. Dal punto di vista del reddito occorre ricordare che, per le aziende individuali, ai sensi della Legge 413/1991 l’agriturismo determina forfetariamente il reddito imponibile ai fini IRPEF e ILOR in misura del 25% del giro d’affari al netto di IVA. Anche il calcolo dell’IVA avviene su base forfettaria, nella misura del 50% dell’IVA complessivamente incassata, tranne chi opera in contabilità ordinaria, il quale porterà in detrazione tutta l’IVA sugli acquisti per agriturismo e dovrà versare tutta l’IVA dei ricavi agrituristici. Altro adempimento importante, in conseguenza dell’assimilazione degli agriturismi agli esercizi alberghieri, è l’obbligo di comunicare all’ autorità di pubblica sicurezza del luogo i nominativi delle persone ospitate.

Norme previdenziali per agriturismo: Sono valide le norme di inquadramento in agricoltura, fatto salvo il principio di connessione dell’attività agrituristica con l’attività agricola principale. In sostanza, chi lavora in agriturismo è inquadrato nel settore agricolo, altrimenti si viene inquadrati nel settore commercio. I vari uffici pubblici previdenziali non concordano totalmente sulla questione: secondo alcuni il personale che opera in agriturismo è da inquadrarsi comunque nel settore commerciale.

ATTIVITA’ AGRITURISTICHE
Sono attività agrituristiche esclusivamente la ricezione e l’ospitalità offerte attraverso l'utilizzo della propria azienda, in complementarità con le attività di coltivazione delle terre, l’allevamento del bestiame e la cura dei boschi, che devono rimanere principali.
Tali attività sono:

1. dare alloggio, stagionalmente e per motivi di soggiorno, in locali aziendali

espressamente adibiti allo scopo, con un massimo di 30 posti letto per azienda, salvo deroghe giustificate da ragioni storiche, solamente nelle zone individuate ed indicate dai Comuni.

1. ospitare stagionalmente, in spazi aperti, campeggiatori muniti di tende o altro mezzo autonomo, con un massimo di 6 tende e 12 ospiti, per agriturismi grandi almeno 2 ettari e situati in zone di montagna e/o svantaggiate; nelle altre zone, l’ospitalità in spazi aperti è permessa solo nei siti individuati dai Comuni.

Il numero massimo di camere e di piazzole è rispettivamente di 15 e 10 (ridotto a 8 e 10 nelle zone di interesse agrituristico minore), la ricettività è stagionale e non può superare i nove mesi nel corso di un anno. Occorre verificare comunque l’ampiezza dell’azienda per sapere il numero esatto di posti letto massimo ammesso e consultare le leggi regionali in merito.
- organizzare per gli ospiti attività didattiche, culturali e ricreative nell’ambito dell’azienda, purché tipiche dell’ambiente contadino ed in collegamento con le attività agricole aziendali, nonché attività sportive, escursioni, turismo con i cavalli, per valorizzare il territorio ed il patrimonio rurale.
- somministrare agli ospiti, per la consumazione in loco, pasti, alimenti e bevande, comprese quelle alcooliche e superalcooliche, nei limiti e con le modalità previste dalla normativa vigente, costituiti in prevalenza da prodotti dell’azienda o da prodotti tipici della zona caratterizzati dai marchi DOP, IGP, IGT, DOC e DOCG oppure inclusi nell'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali. In zone particolari le province possono dare autorizzazione a somministrare alimenti e bevande anche a persone non ospitate dall’azienda. In ogni caso sono permessi degustazione ed assaggio dei prodotti aziendali, inclusa la mescita di vini.

L'Osservatorio nazionale dell'agriturismo

È inoltre nato, l'Osservatorio Nazionale dell'Agriturismo, istituito presso il ministero delle Politiche Agricole e Forestali con la legge 20/2/2006, n.96.
Lo scopo e' quello di effettuare un monitoraggio dello stato dell'agriturismo nei vari territori, e pubblicare ogni anno un rapporto nazionale sullo stato dell'agriturismo, nonché di formulare proposte per favorire lo sviluppo del settore, avvalendosi anche del contributo di esperienze maturate all’estero.

TURISMO RURALE

Il Turismo Rurale è un nuovo prodotto del mercato turistico e prevede attività di ospitalità, ristorazione, sport e animazione culturale. La fondamentale differenza nei confronti dell'agriturismo consiste nel fatto che l'operatore non è un imprenditore agricolo e che vi sono vincoli precisi rispetto ai requisiti degli edifici e degli arredi, in modo da conservare e ripristinare le caratteristiche peculiari della zona.

Il Turismo Rurale riunisce gli elementi di problematica ambientale con quelli del turismo, per uno sfruttamento ecocompatibile del territorio.

REQUISITI NECESSARI

Occorre presentare:

-una relazione sull’attività prevista per i tre anni successivi, ovvero il programma di miglioramento agricolo ambientale redatto ai sensi delle varie leggi regionali, dimostrando che la coltivazione del fondo,
-la silvicoltura [La silvicoltura - o selvicoltura, dalle parole selva e coltura - è la scienza o la disciplina che studia la coltivazione e la conservazione degli ambienti forestali] e l’allevamento del bestiame hanno carattere principale rispetto all’attività agrituristica.
- Il rapporto di principalità si valuta raggiunto quando le entrate derivanti dall’attività agrituristica, al netto dell’eventuale compenso di intermediazione dovuto ad agenzie turistiche, sia inferiore a quello della produzione lorda vendibile agricola ed il tempo-lavoro impiegato in agricoltura sia superiore a quello impiegato nell’attività agrituristica.
- Il rapporto di principalità è presunto – e pertanto non è necessario presentare la relazione sopraindicata - nel caso di aziende la cui attività agrituristica si limiti alla ricezione ed ospitalità di massimo 6 persone in alloggi.
- Se le aziende sono situate in territori montani, la principalità è calcolata riferimendosi esclusivamente al tempo-lavoro.
- La relazione ed il piano di miglioramento aziendale vanno redatti nel rispetto di quanto previsto dalle leggi regionali.

Dove è possiblie svolgere attività agrituristica?

- L’attività agrituristica si può svolgere esclusivamente all’interno dell’azienda agricola, e nell’abitazione dell’agricoltore che sia sita in particolari centri abitati, individuati dalla Regione.
- Nel caso che il fondo non sia dotato di fabbricati, esse possono svolgersi nell’abitazione dell’imprenditore agricolo che sia situata in particolari centri abitati, individuati per mezzo del “Piano di indirizzo per l’agriturismo”.

Quali immobili possono essere utilizzati per svolgere attività agrituristica?

Possono essere utilizzati:
- i locali siti nell’abitazione dell’imprenditore agricolo che sia ubicata nel fondo;
- i locali siti nell’abitazione dell’imprenditore agricolo ubicata nei centri abitati, individuati per mezzo del Piano di indirizzo di cui alla legge regionale sull’agriturismo, nel caso detto imprenditore svolga la propria attività in un fondo privo di fabbricati posizionato nel medesimo Comune o in un Comune limitrofo;
- gli altri edifici o porzioni di essi, esistenti sul fondo e non più utili alla sua conduzione;
- i volumi derivanti da interventi di ristrutturazione urbanistica o da trasferimenti di volumetrie.

Gli edifici che vengono usati per attività agrituristica mantengono la loro destinazione d’uso a fini agricoli. Restauro ed utilizzazione degli immobili devono avvenire nel rispetto dei materiali costruttivi tipici, delle tipologie, degli elementi architettonici e decorativi caratteristici dei luoghi, con l’esclusione di tipologie riferibili a monolocali.
La realizzazione di opere ed impianti di pertinenza ai fabbricati ad uso agrituristico nonché delle aree per la sosta degli ospiti campeggiatori, dovrà avvenire nel rispetto di un loro corretto inserimento nel paesaggio, curando in modo particolare la sistemazione e gli arredi esterni, con un corretto smaltimento dei rifiuti ed una efficace dotazione idrica.

Permessi necessari.

L’agricoltore che desidera svolgere attività agrituristica deve richiedere l’autorizzazione all’esercizio di questa attività al Comune in cui ha sede l’azienda.
In riferimento a questa richiesta (non ne sono necessarie altre), il Comune valuta i requisiti soggettivi di carattere penale (che sono autocertificabili) del richiedente, i requisiti oggettivi (di principalità e di complementarità) delle attività e quelli igienico-sanitari dei locali ed inoltre la classifica da attribuire alla struttura recettiva.
Per mezzo di un’unica autorizzazione il Comune concede anche le eventuali concessioni edilizie che dovessero occorrere. Non è valido il principio del silenzio-assenso.
Con la predetta autorizzazione avviene anche l’automatica iscrizione dell’imprenditore nell’Elenco regionale degli operatori agrituristici.

Autorizzazione sanitaria
Il possesso dei requisiti igienico-sanitari previsti dalla legge per locali di produzione e di vendita delle sostanze alimentari deve essere comprovato dall'autorità pubblica che rilascia l’autorizzazione a seguito della presentazione di una domanda già predisposta su moduli in distribuzione presso i Comuni o le ASL. La ASL di competenza effettuerà, dietro richiesta del Sindaco, un sopralluogo per determinare l’idoneità sia di attrezzature e locali utilizzati per somministrare alimenti e bevande che di camere per gli ospiti e degli spazi per l’agricampeggio. Gli ufficiali sanitari porranno una particolare attenzione nel caso si faccia richiesta di tenere un laboratorio di produzioni alimentari: verranno richieste, per esempio, zanzariere alle finestre e tende antimosche alle porte; superfici murali degli ambienti cucina-laboratori-servizi di facile pulizia e disinfezione ; attrezzature idonee per la cucina e per la preparazione degli alimenti; servizi per i collaboratori e per il pubblico in numero adeguato, di cui almeno uno per portatori di handicap; certificazione dell’acqua potabile; depurazione degli scarichi fognari, etc. Quando non si dispone di acqua della condotta comunale, cioè in caso di pozzo o sorgente, occorrono almeno quattro analisi in un anno, una per ogni stagione, prima di ottenere la certificazione di potabilità.

I locali adibiti a deposito per le materie prime o per i prodotti finiti devono essere distinti e separati sia da quelli per la produzione-preparazione-confezionamento delle sostanze destinate all'alimentazione che da quelli per la detenzione di sostanze non destinate all'alimentazione. Le ASL possono autorizzare anche l'uso di un solo locale, purché sia adeguatamente ampio rispetto al potenziale produttivo e alle caratteristiche delle produzioni, sempre che siano garantite l'igienicità dei prodotti (sia nella lavorazione che nella vendita) per mezzo di separazioni ed attrezzature adatte. Una volta accertata l’esistenza dei requisiti viene rilasciata l'autorizzazione per l’esercizio dell’attività. L’autorizzazione non è generica, ma deve fare chiaro riferimento al tipo di sostanze alimentari considerate e riferirsi a determinati locali. Qualora si verifichino variazioni nell’attività, negli impianti o nei locali, bisogna comunicarlo al sindaco per procedere alle modifiche o per rinnovare l’autorizzazione. Viene comminata una sanzione pecuniaria a chi svolge l’attività senza essere in possesso dell’autorizzazione.
È richiesto per la struttura il requisito della civile abitazione e l’esistenza di un numero di bagni non inferiore ad uno ogni quattro posti letto. Anche per il fondo sono necessari alcuni requisiti, in particolare deve essere strutturato in modo da consentire agli ospiti di conoscere i metodi di produzione, le attrezzature impiegate e di essere guidati, se vogliono, alla conoscenza dei lavori agricoli: requisiti ancora più necessari se si vuole avviare un agriturismo biologico, il quale necessita di attenzioni specifiche e particolari.
È importante altresì che l'azienda agrituristica fornisca prodotti genuini, rispondenti a requisiti di autenticità culturale, sia che vengano consumati in azienda sia che vengano acquistati per l'utilizzazione successiva.

Quali contributi si possono ottenere?

Le attività agrituristiche possono essere inserite in tutti i piani di miglioramento aziendale, ed in tutte le iniziative agricole ammesse a contributi (comprese quelle per l’avvio dell’imprenditoria giovanile), ed inoltre possono
beneficiare delle misure di sostegno previste dal Piano regionale di indirizzo per l’agriturismo.
Dalle Leggi Regionali si evince che:
L'Amministrazione regionale e' autorizzata a concedere incentivi agli operatori agrituristici per i seguenti scopi:
a) il restauro, il risanamento conservativo, la ristrutturazione, il recupero edilizio, l'ampliamento, la manutenzione straordinaria e ogni altro intervento edilizio, ad esclusione della manutenzione ordinaria degli immobili esistenti da destinare all'attivita' agrituristica;
b) l'arredamento e l'attrezzatura dei locali compresi negli immobili di cui alla lettera a);
c) l'allestimento di aree e servizi per la sosta di campeggiatori o di turisti muniti di altri mezzi di pernottamento autonomi e mobili;
d) la realizzazione di impianti idrici, igienico-sanitari, elettrici, di riscaldamento e telefonici, compresi gli allacciamenti, necessari per gli scopi di cui alle lettere a), b) e c);
e) l'allestimento di piccoli impianti per attività ricreative, sportive e culturali;
f) il mantenimento, la salvaguardia e la valorizzazione delle condizioni ambientali nei territori in cui è ubicato l'agriturismo;
g) interventi relativi all'abbattimento delle barriere architettoniche in agriturismo per rendere i locali accessibili anche alle persone fisicamente impedite;
h) la realizzazione di locali ed impianti da adibire a macellazione, lavorazione e trasformazione di prodotti aziendali destinati all’attività agrituristica.

Ai fini del riconoscimento delle diverse qualifiche di imprenditore agricolo, e della priorità nell'erogazione dei contributi, il reddito che proviene dall'attività agrituristica è considerato reddito agricolo.

ATTIVITA’ AGRITURISTICA: ENTI, ISTITUZIONI, ORGANISMI

REGIONE

Con delega dello Stato ha compito di legiferare, di programmare, di coordinare e di promuovere le iniziative rivolte alle attività agrituristiche.

PROVINCE

La Regione ha delegato alle Province le funzioni amministrative e di controllo sulle attività agrituristiche.

COMMISSIONE PROVINCIALE PER L’AGRITURISMO

E’ formata da rappresentanti degli Enti e degli Organismi direttamente interessati. Istruisce le domande di iscrizione all’elenco provinciale degli operatori agrituristici; valuta il Piano Agrituristico Aziendale; valuta, tramite un colloquio, i risultati ottenuti dal futuro operatore agrituristico a seguito della partecipazione al corso formativo; iscrive l’operatore agrituristico all’elenco provinciale degli operatori agrituristici; comunica al Comune, ove avrà luogo l’attività, gli esiti istruttori.

COMUNI

Il Comune nella persona del Sindaco, viste le risultanze istruttorie della Commissione Provinciale, nonchè dei pareri rilasciati dalle Unità Sanitarie Locali, ha il compito di rilasciare l’autorizzazione all’esercizio delle attività agrituristiche.

ASSOCIAZIONI AGRITURISTICHE
Hanno il compito di assistenza, promozione e tutela dell’attività agrituristica esercitata dai loro associati. Tali Associazioni, emanazione diretta delle Associazioni agricole, sono così denominate: Agriturist, Agrivacanze, Terranostra e Turismoverde.

OBIETTIVI

La promozione ed il potenziamento dell’ospitalità agrituristica possono rappresentare, per l’imprenditore agricolo, uno tra gli strumenti in suo possesso che gli può consentire un’adeguata integrazione reddituale favorendo la riconversione ed il riorientamento delle attività tradizionali dell’azienda.

IL FUTURO DELL’AGRITURISMO

L’ agriturismo è una realtà consolidata ed uno strumento prezioso con cui le aziende agricole diverisificano le proprie attività.
Si registrano più di tre milioni di appassionati ogni anno, di cui circa un quinto stranieri, per un fatturato complessivo intorno agli 800 milioni di euro.
Un fenomeno importante che abbraccia due settori strategici del made in Italy - turismo e agricoltura - e che per mezzo della nuova legge quadro per la disciplina dell'agriturismo, potrà dotarsi di regole più trasparenti per sostenere la qualità, la genuinità e l'autenticità dell'offerta agrituristica in Italia.
Nell’ultimo anno c’è stato un notevole incremento di nuove aziende: ciò significa che le imprese agricole investono sull’accoglienza e sulla multifunzionalità. E’ però necessario che agli investimenti per le strutture si affianchino anche iniziative per potenziare la qualità e la tipicità dell’accoglienza.
“La qualità dello sviluppo rurale - ha detto Susanna Cenni, assessore all’agricoltura per la regione Toscana – deve essere alla base di ogni sforzo. L’azienda agrituristica deve mantenere e anzi rafforzare un legame solido con le sue radici, con il suo territorio per rappresentarlo nelle sue componenti di genuinità, di unicità, di tradizione. Bisogna stare attenti ai rischi di omologazione: la forza delle nostre aziende sta nella loro capacità di esprimere l’essenza del loro territorio. E’ così che si potrà rapidamente ritornare ai livelli di crescita che hanno caratterizzato l’ultimo decennio”. Infatti, dopo un lungo periodo di crescita, i dati degli ultimi anni mettono in evidenza un calo della durata dei soggiorni: gli arrivi crescono ma non altrettanto fanno le presenze (cioè i giorni effettivi di ospitalità): è segno che, come ormai accade anche per altre tipologie turistiche, ci si orienta sempre più verso soggiorni brevi, tipo i fine settimana. La permanenza in agriturismo è comunque superiore alla permanenza media nel totale delle altre strutture ricettive.

Per quanto riguarda le provenienze dall’estero, sono diminuite quelle dalla Germania (cioè dal Paese che ha sempre occupato il primo posto per numero di ospiti degli agriturismi - soprattutto in Toscana - gli ospiti tedeschi, comunque, rappresentano sempre il 30% del totale). Invece sono aumentati i turisti francesi, svizzeri, olandesi e, in modo esponenziale, gli arrivi da oltreoceano, toccando aumenti di circa il 46% dagli Stati Uniti e addirittura di quasi il 50% dal Canada.
Le imprese agrituristiche si trovano ad avere quindi tutte le carte in regola per rivolgersi con ottimismo al futuro avvalendosi di una qualità perseguita e consolidata di anno in anno.
Se ne parla soprattutto nel corso di Agri&Tour, l'unica manifestazione nazionale, ospitata dal Centro Affari di Arezzo, totalmente dedicata al turismo in campagna e al turismo rurale, in tutte le sue tipologie ed attrattive: una manifestazione che, proposta nel cuore di quella Toscana che storicamente guida il movimento agrituristico nazionale (da sola rappresenta circa un quarto dell'offerta nazionale) sin dal primo anno costituisce anche l'occasione per fare il punto sullo stato di salute del settore. Spiega l'assessore Tito Barbini: "Nonostante la crisi internazionale dell’economia il nostro agriturismo regge e anzi cresce. E' un fatto di grandissima importanza perchè il significato e il ruolo dell'agriturismo vanno ben al di là dei dati esclusivamente economici. Agriturismo vuol dire difendere e valorizzare l'economia e l'ambiente rurale, significa dare futuro ad antichi mestieri, a tradizioni, a prodotti e a piatti della nostra enogastronomia”.
Quindi l’agriturismo, essendo un’attività particolarmente rappresentativa della civiltà rurale italiana, è parte indispensabile dell'immagine che vogliamo dare al mondo ed è una componente basilare dello sviluppo turistico, imperniato sulla qualità.
Con le nuove leggi si stanno introducendo importanti novità per affermare l'agriturismo in territori finora meno interessati al fenomeno, in particolare montani, per promuovere attività come l'agricampeggio e per confermare le aziende agrituristiche come veri e propri presidi dei sapori e della sapienza enogastronomica. Restano da consolidare i risultati finora conseguiti proseguendo per una strada che finora si è rivelata quella giusta ed operando un salto di qualità – con migliorie ed innovazioni di carattere tecnico e tecnologico, ambientale, economico e turistico grazie agli interventi possibili con il Piano di Sviluppo Rurale - che ponga anche le premesse per un'ulteriore crescita, senza alterare l'identità dell’agriturismo ed i suoi profondi legami con il territorio nonchè confermandolo come completamento delle altre attività agricole.
L'agriturismo è un valore aggiunto per tutta l'offerta turistica - spiega l'assessore al turismo Susanna Cenni parlando della Toscana, ma le cui affermazioni possono essere applicate a tutta la penisola - non solo per la campagna, ma anche per il mare, la montagna, le zone termali, l’offerta culturale, perché la sua formula è basata con successo sul rispetto dell'ambiente, sull’accoglienza personalizzata e di qualità, sullo stile di vita. Essa si è imposta come sinonimo dell'ospitalità stessa e costituisce un’ottima presentazione sia in Italia che all’estero. Sempre di più insomma l'agriturismo si propone come una vetrina internazionale del nostro mondo rurale e delle nostre produzioni più prestigiose nel settore enogastromico ed artigianale.

VACANZE ONLINE

La “rete” è sempre più utilizzata per cercare e valutare la tipologia dell’ospitalità, la destinazione, i servizi. Crescono le offerte via web, ed è sempre più comodo visionare preventivamente la struttura dove si andrà a trascorrere le proprie vacanze. Tenuto conto che i gestori di queste strutture possono aggiornare i loro siti in tempo reale e quindi evidenziare le ultime novità, i “last-minute”, le offerte stagionali, non è più necessario consultare brochures obsolete ed è possibile richiedere informazioni ed addirittura prenotare in tempi rapidissimi, a costo zero, e soprattutto avendo già chiaro l’ambiente ed i servizi di cui saremo fruitori.
Da un recente studio risulta dunque che circa il 45 % delle vacanze in agriturismo vengono prenotate attraverso Internet.
Nella ricerca dell’agriturismo preferito, secondo questi dati, la regione più consultata è la Liguria, seguita da Lombardia, Toscana e Trentino-Alto Adige.

 

 
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